Manutenzione Stufa - LucaMercalli -CannaFumaria

Luca Mercalli, corretta installazione e manutenzione della stufa: perché e come


Corretta installazione, manutenzione e pulizia della stufa a pellet o legna. Ecco i video-consigli di Luca Mercalli e qualche ulteriore suggerimento per riscaldarsi a basse emissioni, risparmiando e in totale sicurezza. Continua a leggere

Consigli d’uso per cucinare con le cucine a legna

cucine a legna


Le cucine a legna moderne coniugano tecnologia e sapori di una volta. Con una carica producono calore per molte ore, consentendo di riscoprire ricette antiche e un nuovo modo di vivere il tempo. Ecco qualche pratico suggerimento per usarle al meglio.


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Perché si intasa il braciere della stufa? Tre consigli per evitare che succeda

perché si intasa il braciere


Ecco perché si intasa il braciere e come adottare gli opportuni accorgimenti per garantire il buon funzionamento della stufa e godersi il comfort di un fuoco vivo e pulito.


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Luca Mercalli: come accendere il fuoco nel modo giusto?

Accendere il fuoco - Luca Mercalli_ - Videopillola_


Il metodo di accensione di stufe e inserti a legna e pellet influisce sulle emissioni. Nella video-pillola di Luca Mercalli, scopriamo come accendere il fuoco con l’innovativa accensione dall’alto che riduce la produzione di polveri e particolato.


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Come scegliere la stufa a pellet

Come scegliere la stufa a pellet: i consigli di AIEL


In una video-intervista su RaiTre AIEL spiega come scegliere la stufa a pellet, quali sono i vantaggi del suo utilizzo per riscaldare la casa e perché è importante scegliere pellet certificato ENplus.

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Il pellet migliore è certificato ENplus

È tempo di rifornirsi di pellet in vista della stagione invernale: ma come scegliere il pellet migliore, senza rischiare di affidarsi alla dea bendata, o peggio, a fornitori disonesti? Non tutto il biocombustibile pressato, infatti, garantisce le stesse prestazioni in termini ecologici, energetici ed economici.

Per aiutare i consumatori nella scelta, nasce nel 2011 la certificazione internazionale ENplus, l’unica che, grazie a un sistema di controlli trasparente e rigoroso lungo tutta la filiera, garantisce al consumatore un prodotto sostenibile e di alta qualità. Riconoscerla è semplice: basta cercare sul sacco di pellet il Marchio di Qualità, composto dal Marchio di Certificazione e dall’indicazione della classe di qualità ENplus.

 

Come scegliere il pellet migliore

 

Attenzione al Codice identificativo!

Un elemento fondamentale che deve essere riportato sul sacco di pellet ENplus originale è il codice identificativo, che identifica, appunto, in modo univoco l’azienda certificata. È formato dalla sigla del Paese dell’azienda e dal numero progressivo di certificazione che va da 001 a 299 per le aziende che producono pellet certificato ENplus e da 300 a 999 per le aziende che distribuiscono pellet certificato ENplus. Attenzione perché se è riportato il Marchio di Certificazione, ma non il codice identificativo, il pellet non è ENplus!

ENplus garanzia di trasparenza per il consumatore

Sul sacco sono riportate in italiano le informazioni tecniche più importanti per valutare la qualità del pellet, utili quindi a comprendere se si sta optando per il prodotto migliore:

  • la dicitura «pellet di legno»
  • il nome e l’indirizzo dell’azienda certificata titolare del codice identificativo ENplus che compare sul Marchio di Qualità
  • il Marchio di Qualità dell’azienda
  • l’indicazione del diametro del cilindretto di pellet (6 o 8 mm)
  • le note «Conservare in luogo asciutto» e «utilizzare unicamente in sistemi di combustione idonei e certificati, seguendo le istruzioni del costruttore e quanto previsto dalla normativa nazionale»
  • l’indicazione del peso netto in chilogrammi (kg)

In sintesi, se la domanda cruciale al momento del rifornimento è “quale pellet scegliere?”, la risposta più efficace per evitare spiacevoli inconvenienti, e avere la garanzia che quello che si sta acquistando sia effettivamente il pellet migliore per le proprie esigenze, è rivolgersi a chi produce e vende esclusivamente prodotti certificati ENplus.

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Conto Termico 2.0, l’incentivo dell’efficienza energetica

Migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione e contemporaneamente risparmiare denaro? Oggi si può, grazie al Conto Termico 2.0 e alle detrazioni fiscali che premiano chi decide di investire per migliorare l’efficienza dell’impianto di riscaldamento domestico sfruttando fonti energetiche rinnovabili ed ecosostenibili.

Sono tre le procedure standard non cumulabili tra loro con le quali soggetti privati ed imprese possono accedere agli incentivi garantiti dalle detrazioni fiscali del 50 o del 65% sui costi energetici e di riscaldamento degli immobili e dal nuovo Conto Termico 2.0. Tutti e tre gli interventi mirano ad incentivare gli investimenti per l’efficienza energetica, promuovendo non solo fonti di riscaldamento ecosostenibili ma anche impianti all’avanguardia dal punto di vista tecnologico capaci di ridurre drasticamente le emissioni di polveri nell’ambiente.

Conto termico 2.0

Detrazioni fiscali del 50%

Le detrazioni del 50% sul costo complessivo dei lavori di installazione di un nuovo generatore a biomassa (costo della stufa o del focolare, manodopera o accessori) corrisposte sotto forma di detrazione dall’imponibile lordo IRPEF in dieci rate annuali, sono lo strumento più semplice a cui accedere. È sufficiente che l’impianto installato abbia un’efficienza energetica superiore al 70% e che, naturalmente, l’installazione sia eseguita a regola d’arte con il rilascio della Dichiarazione di Conformità DM 37/08 (obbligatoria per legge).

Detrazioni fiscali del 65%

Gli incentivi del 65% per la riqualificazione e l’efficienza energetica, definiti Ecobonus, consentono attualmente la sostituzione o la nuova installazione di focolari o stufe a biomasse legnose con un rendimento non inferiore all’85%. In questo caso la normativa richiede un’attestazione svolta da un tecnico abilitato che certifichi le caratteristiche dell’impianto e il rispetto delle normative locali per i generatori a biomasse. Più in dettaglio va certificata la conformità alle classi di qualità A1 e A2 delle norme UNI EN 14961-2 per il pellet e UNI EN 14961-4 per il cippato. Anche in questo caso l’accredito avviene in dieci rate annuali sotto forma di detrazione dall’imponibile lordo IRPEF.

Conto Termico 2.0

Il Conto Termico 2.0 prevede incentivi fino al 65% per la sostituzione delle vecchie caldaie e stufe a gasolio o biomasse con le nuove tecnologie di conversione energetica alimentate a biomasse legnose. Il nuovo generatore a biomassa potrà essere una caldaia, una stufa o un termocamino e l’incentivo sarà calcolato sulla base della sua potenza, della fascia climatica in cui l’edificio è ubicato oltre che di un fattore premiante che garantisce incentivi maggiori al calare delle emissioni di polveri nell’aria. Il grande vantaggio del Conto Termico 2.0 consiste nella rapidità di erogazione degli incentivi: per incentivi di importo fino a 5.000 euro, il rimborso avviene in un’unica rata, erogata entro 60 giorni dall’accettazione della domanda di incentivo. Per incentivi superiori a 5.000 euro il rimborso avviene comunque in tempi brevi, ovvero con due rate annuali. Inoltre, non si tratta in questo caso di una detrazione di imposta, bensì di un bonifico vero e proprio su Conto Corrente.

Per saperne di più su Detrazioni Fiscali e Incentivi Conto Termico clicca qui

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Applicazioni del riscaldamento a biomassa

CALDAIE A PELLET O A PEZZI DI LEGNA: RISCALDARSI CON IL LEGNO

Utilizzando legna da ardere e pellet è possibile riscaldare tutta la propria casa: sul mercato esistono caldaie tecnologicamente all’avanguardia che usano la cosiddetta «biomassa legnosa» per produrre calore. Le caldaie a pellet o a pezzi di legna rappresentano l’alternativa ai costosi gasolio e gpl e anche al metano, a prescindere dalla metratura da riscaldare.

Scegliere una caldaia alimentata a biomassa legnosa significa non solo garantire alla propria abitazione il giusto comfort nei mesi invernali, ma anche fare fronte alla necessità di produrre acqua calda sanitaria tutto l’anno. In sicurezza, nel rispetto della qualità dell’aria e utilizzando un biocombustibile rinnovabile.

Caldaie_02

E la gestione è molto semplice. Nel caso di una caldaia a pellet, questa si alimenta in modo automatico prelevando il biocombustibile da un deposito che, a seconda della capienza, può contenere anche tutto il pellet necessario per l’intera stagione termica.
Nel caso invece di una caldaia a pezzi di legna, nei mesi invernali questa richiede una carica al giorno, mentre nei mesi estivi, dovendo provvedere solo alla produzione di acqua calda sanitaria, è sufficiente una carica alla settimana. Per allungare i cicli di caricamento di una caldaia a legna e per fare fronte ai picchi di richiesta termica dell’impianto è sempre raccomandabile prevedere l’installazione di un accumulo inerziale (anche chiamato puffer), che altro non è che un contenitore coibentato per l’acqua calda prodotta dalla caldaia.

Per una progettazione e installazione alla regola dell’arte rivolgetevi a un professionista qualificato. Qui trovate quelli consigliati da AIEL

Fate particolare attenzione nella scelta della caldaia: accertatevi, presso il rivenditore o l’installatore, che sia certificata in classe 5 secondo la norma UNI EN 303-5:2012; in questo modo sarete certi che i fattori di emissione di gas inquinanti e polveri sono minimi e che il rendimento è superiore all’88%.

Sul mercato sono presenti diversi prodotti con caratteristiche ad hoc per ciascuna esigenza specifica. Per avere informazioni sul prodotto più adatto rivolgetevi alle aziende di AIEL.