Di forno a legna, cucina primordiale, sostenibilità e… Valentino Rossi

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Intervista a Francesco Fichera, chef di “Progetto Cuoco” (Italia Legno Energia, 24-26 marzo 2017), per parlare della sua idea di cucina. Indagando la cottura con forno a legna: quali peculiarità? Che emozioni risveglia?


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Perché si intasa il braciere della stufa? Tre consigli per evitare che succeda

perché si intasa il braciere


Ecco perché si intasa il braciere e come adottare gli opportuni accorgimenti per garantire il buon funzionamento della stufa e godersi il comfort di un fuoco vivo e pulito.


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Come scegliere la stufa a pellet

Come scegliere la stufa a pellet: i consigli di AIEL


In una video-intervista su RaiTre AIEL spiega come scegliere la stufa a pellet, quali sono i vantaggi del suo utilizzo per riscaldare la casa e perché è importante scegliere pellet certificato ENplus.

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Luca Mercalli: come scegliere pellet e legna per riscaldare rispettando l’ambiente

come scegliere pellet

Come scegliere pellet e legna di qualità: la seconda video-pillola di Luca Mercalli nel percorso per salvaguardare l’aria e l’ambiente grazie a un calore pulito. 

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Il pellet migliore è certificato ENplus

È tempo di rifornirsi di pellet in vista della stagione invernale: ma come scegliere il pellet migliore, senza rischiare di affidarsi alla dea bendata, o peggio, a fornitori disonesti? Non tutto il biocombustibile pressato, infatti, garantisce le stesse prestazioni in termini ecologici, energetici ed economici.

Per aiutare i consumatori nella scelta, nasce nel 2011 la certificazione internazionale ENplus, l’unica che, grazie a un sistema di controlli trasparente e rigoroso lungo tutta la filiera, garantisce al consumatore un prodotto sostenibile e di alta qualità. Riconoscerla è semplice: basta cercare sul sacco di pellet il Marchio di Qualità, composto dal Marchio di Certificazione e dall’indicazione della classe di qualità ENplus.

 

Come scegliere il pellet migliore

 

Attenzione al Codice identificativo!

Un elemento fondamentale che deve essere riportato sul sacco di pellet ENplus originale è il codice identificativo, che identifica, appunto, in modo univoco l’azienda certificata. È formato dalla sigla del Paese dell’azienda e dal numero progressivo di certificazione che va da 001 a 299 per le aziende che producono pellet certificato ENplus e da 300 a 999 per le aziende che distribuiscono pellet certificato ENplus. Attenzione perché se è riportato il Marchio di Certificazione, ma non il codice identificativo, il pellet non è ENplus!

ENplus garanzia di trasparenza per il consumatore

Sul sacco sono riportate in italiano le informazioni tecniche più importanti per valutare la qualità del pellet, utili quindi a comprendere se si sta optando per il prodotto migliore:

  • la dicitura «pellet di legno»
  • il nome e l’indirizzo dell’azienda certificata titolare del codice identificativo ENplus che compare sul Marchio di Qualità
  • il Marchio di Qualità dell’azienda
  • l’indicazione del diametro del cilindretto di pellet (6 o 8 mm)
  • le note «Conservare in luogo asciutto» e «utilizzare unicamente in sistemi di combustione idonei e certificati, seguendo le istruzioni del costruttore e quanto previsto dalla normativa nazionale»
  • l’indicazione del peso netto in chilogrammi (kg)

In sintesi, se la domanda cruciale al momento del rifornimento è “quale pellet scegliere?”, la risposta più efficace per evitare spiacevoli inconvenienti, e avere la garanzia che quello che si sta acquistando sia effettivamente il pellet migliore per le proprie esigenze, è rivolgersi a chi produce e vende esclusivamente prodotti certificati ENplus.

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Applicazioni del riscaldamento a biomassa

CALDAIE A PELLET O A PEZZI DI LEGNA: RISCALDARSI CON IL LEGNO

Utilizzando legna da ardere e pellet è possibile riscaldare tutta la propria casa: sul mercato esistono caldaie tecnologicamente all’avanguardia che usano la cosiddetta «biomassa legnosa» per produrre calore. Le caldaie a pellet o a pezzi di legna rappresentano l’alternativa ai costosi gasolio e gpl e anche al metano, a prescindere dalla metratura da riscaldare.

Scegliere una caldaia alimentata a biomassa legnosa significa non solo garantire alla propria abitazione il giusto comfort nei mesi invernali, ma anche fare fronte alla necessità di produrre acqua calda sanitaria tutto l’anno. In sicurezza, nel rispetto della qualità dell’aria e utilizzando un biocombustibile rinnovabile.

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E la gestione è molto semplice. Nel caso di una caldaia a pellet, questa si alimenta in modo automatico prelevando il biocombustibile da un deposito che, a seconda della capienza, può contenere anche tutto il pellet necessario per l’intera stagione termica.
Nel caso invece di una caldaia a pezzi di legna, nei mesi invernali questa richiede una carica al giorno, mentre nei mesi estivi, dovendo provvedere solo alla produzione di acqua calda sanitaria, è sufficiente una carica alla settimana. Per allungare i cicli di caricamento di una caldaia a legna e per fare fronte ai picchi di richiesta termica dell’impianto è sempre raccomandabile prevedere l’installazione di un accumulo inerziale (anche chiamato puffer), che altro non è che un contenitore coibentato per l’acqua calda prodotta dalla caldaia.

Per una progettazione e installazione alla regola dell’arte rivolgetevi a un professionista qualificato. Qui trovate quelli consigliati da AIEL

Fate particolare attenzione nella scelta della caldaia: accertatevi, presso il rivenditore o l’installatore, che sia certificata in classe 5 secondo la norma UNI EN 303-5:2012; in questo modo sarete certi che i fattori di emissione di gas inquinanti e polveri sono minimi e che il rendimento è superiore all’88%.

Sul mercato sono presenti diversi prodotti con caratteristiche ad hoc per ciascuna esigenza specifica. Per avere informazioni sul prodotto più adatto rivolgetevi alle aziende di AIEL.

Che cos’é la biomassa legnosa?

BIOMASSE, COMINCIAMO A CONOSCERE QUESTO MONDO

Le biomasse sono fonti energetiche rinnovabili non fossili e più precisamente la parte biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile di rifiuti industriali o urbani. Si tratta dunque di un termine molto ampio che indica materie molto diverse tra loro.

Biomasse legnose

Sono biomasse anche la legna da ardere, così come il cippato e il pellet, i materiali legnosi più utilizzati come biocombustibili per alimentare i moderni sistemi di riscaldamento come caldaie, stufe e altri apparecchi domestici. Essendo tutti biocombustibili di origine legnosa che derivano da processi di lavorazione del legno, tutti e tre i materiali possono essere definiti come biomasse legnose.

Legna o legno?

La legna da ardere, è legno sottoposto ad un processo di essiccazione o stagionatura finché non raggiunge un contenuto idrico inferiore al 20%, ottimale per la combustione. Il cippato è legno ridotto in scaglie, con grandezze che variano da alcuni millimetri a circa 6 cm. È prodotto a partire da residui agricoli e forestali quali tronchi, stanghe, ramaglie, piante intere o da residui dell’industria del legno.

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Piccolo ma potente: il pellet

Il pellet deriva da un processo di essiccazione e compattamento della materia prima proveniente da biomasse legnose (segatura e trucioli di legno vergine non contaminato). Le pressioni e le temperature dovute al processo comportano il parziale rammollimento dei costituenti del legno, in modo specifico della lignina, che fondendosi funge da collante naturale. A parità di volume, il pellet produce molto più calore rispetto alla legna da ardere, perchè ha un potere energetico molto alto. Il pellet sicuro e di qualità è certificato con il marchio ENplus.

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