FAQ

le risposte alle domande più frequenti

È vero che bruciare la legna inquina?

Il problema delle emissioni inquinanti dal camino sono presenti in larghissima parte laddove vi è l’utilizzo di stufe o caldaie obsolete e non certificate, non installate alla regola dell’arte, con impianto fumario non a norma e ancora di più dove avviene l’utilizzo di un combustibile di scarsa qualità (ad esempio legna non stagionata di dimensioni non adeguate all’apparecchio, pellet con elevata presenza di ceneri). Per ridurre al minimo gli effetti inquinanti dovuti all’uso della legna si consiglia quindi di utilizzare solo generatori certificati, installati da tecnici abilitati e professionisti, in grado anche di installare correttamente l’impianto fumario secondo norma; infine bisogna riporre molta attenzione alla qualità del combustibile legnoso impiegato: pellet, legna, bricchetti e cippato certificati garantiscono qualità del prodotto e consentono di produrre basse emissioni al camino.

Come posso risolvere il problema dell’alimentazione manuale della stufa o della caldaia?

Il problema è risolvibile prevedendo l’installazione di una stufa alimentata a pellet o una caldaia alimentata a pellet o cippato. In questi casi, una volta riempito il deposito del combustibile, l’impianto provvede automaticamente all’accensione (programmabile) e all’alimentazione del generatore.
Nel caso della caldaia abbinata a un accumulo inerziale, bisogna specificare che la carica di legna avviene una sola volta al giorno d’inverno, mentre d’estate per la produzione di acqua calda sanitaria basta una sola carica di legna alla settimana; se infine la caldaia è integrata con un impianto solare termico, d’estate rimane spenta. Esistono anche caldaie combinate che funzionano sia a legna sia a pellet che incrementano ulteriormente la semplicità d’uso dell’impianto.

Se uso una caldaia a legna, pellet o cippato, posso integrare l’impianto termico con pannelli solari?

Assolutamente sì. Nel caso di caldaie a biocombustibili legnosi viene sempre previsto un accumulo inerziale (o puffer), che non è altro che un serbatoio d’acqua coibentato che serve per accumulare acqua calda che poi verrà rilasciata al momento del bisogno. Questo stoccaggio di acqua calda può essere condiviso anche con altre fonti di generazione di calore, quali ad esempio pannelli solari, pompe di calore o altre caldaie già esistenti.

È vero che il pellet austriaco o di abete o di colore chiaro è sempre di qualità superiore?

La provenienza geografica, la specie legnosa o le caratteristiche visive del pellet non sono una garanzia della sua qualità. Solo la certificazione lo è. La certificazione ENplus, grazie a un sistema trasparente e vigoroso di controllo lungo tutta la filiera, dalla materia prima alla consegna al consumatore finale, garantisce che il pellet ENplus sia prodotto con la stessa qualità in tutti i Paesi.

Il pellet ha uno strano odore. È perché contiene colle o vernici?

No, il pellet è prodotto solo con legno vergine (segatura e trucioli), non è ammesso l’uso di legno post-consumo, né il processo produttivo prevede l’impiego di collanti, vernici o trattamenti chimici. Durante il processo produttivo si raggiungono temperature elevate che portano alla fusione della lignina, sostanza naturalmente presente nel legno che funge da collante naturale.

Usare il pellet per riscaldarsi significa, a lungo andare, distruggere i boschi?

Non è vero, anzi. Usare pellet o legna da ardere o cippato per il riscaldamento significa aiutare il settore forestale a garantire una corretta gestione e manutenzione del bosco. In Italia le foreste si estendono per quasi 10 milioni di ettari, sono per la maggior parte abbandonate o poco gestite, e continuano a crescere! Infatti i boschi italiani crescono ogni anno di un volume pari a 32,5 milioni di metri cubi di legno e solo il 24% di questo incremento viene tagliato e utilizzato come materiale da costruzione o per produrre energia.

In questo video ti spieghiamo meglio in cosa consiste il lavoro del «forestale» e che cos’è la gestione sostenibile del bosco.

Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=ZYxpW8ks-54

Il prezzo del pellet è in aumento, è probabile che fra qualche anno non sarà più conveniente?

Certo anche il prezzo del pellet è soggetto a un leggero rialzo, ma è minimo se raffrontato a quello dei combustibili come gasolio e metano. Inoltre, l’andamento del prezzo del pellet si è dimostrato molto più stabile negli anni rispetto alle alternative fossili!

Sul sacco di pellet che ho comperato c’è solo il marchio ENplus, senza alcun codice. Cosa vuol dire?

Il sacco di pellet, se è certificato ENplus, riporta il Marchio di Qualità (Maggiori informazioni qui) che a sua volta contiene un codice alfanumerico che identifica in modo univoco l’azienda certificata. Se questo codice manca significa che il pellet in realtà non è certificato e si sta acquistando del prodotto contraffatto! Per sostenere la lotta alla contraffazione del Marchio ENplus, ti invitiamo a segnalare eventuali irregolarità compilando il «Modulo segnalazione frodi» a questo link: www.enplus-pellets.it/frodi.html

Conto Termico e detrazioni fiscali sono la stessa cosa?

No! Le detrazioni fiscali sono lo strumento che permette di rientrare di una percentuale dell’investimento sostenuto per un determinato intervento attraverso la dichiarazione dei redditi; il rimborso della detrazione fiscale avviene in dieci anni. Essendo legata alle disposizioni delle leggi Finanziarie, la detrazione fiscale e la sua percentuale di rimborso sono decise anno per anno.
Il Conto Termico invece è un sistema incentivante diretto che arriva a sostenere fino al 65% dell’investimento, nei casi previsti (Maggiori informazioni qui), e che eroga l’incentivo attraverso il bonifico bancario in rate che possono andare da 1, 2 fino a un massimo di 5 anni.

Se installo la stufa serve sempre il camino?

La canna fumaria è obbligatoria ogni qual volta si installa una stufa, è una parte determinante per il corretto funzionamento dell’impianto e non può assolutamente mancare! Per avere la certezza che la canna fumaria presso la tua casa sia stata installata alla regola dell’arte, evita il fai-da-te e rivolgiti sempre ad installatori abilitati e in particolare a quelli qualificati consigliati da AIEL.

Quando installo una stufa o una caldaia, qual è la documentazione obbligatoria?

In primis per l’installazione alla regola dell’arte di una stufa o di una caldaia bisogna rivolgersi a un installatore qualificato che verifica le condizioni di corretta installazione. A fine lavori, poi, l’installatore deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità e il Libretto d’Impianto; questi due documenti vanno sempre conservati a cura del proprietario dell’impianto e, nel caso del Libretto d’Impianto, questo va aggiornato a ogni manutenzione prevista per l’impianto specifico.

Devo fare l’Attestato di Prestazione Energetica della mia abitazione, ma la mia stufa è sprovvista di Dichiarazione di Conformità e Libretto d’Impianto. È un problema?

Altroché! L’Attestato di Prestazione Energetica è obbligatorio nel caso di nuovi edifici, ristrutturazioni importanti e locazione; la mancanza del Libretto d’Impianto, e quindi anche della Dichiarazione di Conformità, non consente al professionista abilitato la redazione dell’Attestato di prestazione Energetica (APE) e quindi l’immobile non può essere né venduto né locato.

Per quali impianti è necessario il Libretto di impianto termico?

Il Libretto di impianto termico è obbligatorio da 22 anni ed il nuovo modello è in vigore dal 15 ottobre 2014 e deve essere compilato, registrato ed aggiornato, a cura dell’installatore o manutentore, nei catasti degli impianti termici regionali.

Le caldaie a biomassa sono tutte uguali?

Le caldaie a legna, cippato e pellet possono avere prestazioni molto diverse, è fondamentale acquistare solo prodotti certificati da enti terzi accreditati in riferimento alla norma tecnica UNI EN 303-5. Questo garantisce la sicurezza d’uso da parte dell’utente finale e le prestazioni del generatore in termini di rendimento ed emissioni. Per accedere ai meccanismi incentivanti è necessario acquistare caldaie certificate in classe 5, ovvero la migliore definita dalla norma. Per trovare facilmente prodotti certificati in classe 5 clicca qui.