gestione forestale sostenibile

Gestione forestale sostenibile: opportunità di lavoro e lotta al cambiamento climatico


Un video animato spiega la gestione forestale sostenibile: cos’è, come porta opportunità occupazionali e contribuisce a contenere il cambiamento climatico.


Gestione forestale sostenibile: perché parlarne? Quali vantaggi comporta per il cittadino italiano medio?

La risposta è molteplice. Il bosco, infatti, non è solo un patrimonio imprescindibile del paesaggio italiano, ma rappresenta una risorsa da tutelare e mettere a valore.

In particolare, una gestione forestale sostenibile:

► genera concrete opportunità di impresa e di occupazione
► contribuisce al contenimento di emissioni di CO2 e, in generale, alla lotta al cambiamento climatico.

Proponiamo un breve video per spiegare con estrema chiarezza di cosa si tratta. Ma prima affrontiamo due punti.

 

1. UNA DEFINIZIONE DI GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE

La Conferenza Ministeriale per la Protezione delle Foreste in Europa nel 1993 ha definito l’uso sostenibile delle foreste come «la gestione e l’uso delle foreste e dei terreni forestali nelle forme e ad un tasso di utilizzo che consentano di mantenerne la biodiversità, produttività, capacità di rinnovamento, vitalità e potenzialità di adempiere, ora e nel futuro, a rilevanti funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale, nazionale e globale, senza comportare danni ad altri ecosistemi». Sintetizzando estremamente: tagliare meno alberi di quanti ne crescano ogni anno.

 

2. BOSCO ITALIANO: DECRESCE O CRESCE?

Contrariamente a quanto si pensa, in Italia il bosco è in crescita! Di quanto? Di 1.000 m² ogni minuto.
La superficie forestale italiana, oggi, si estende infatti su quasi 10 milioni di ettari. E ogni anno il bosco cresce di un volume di legno pari a 32,5 milioni di metri cubi, a fronte di un prelievo di legname dal bosco (con il taglio degli alberi per ottenere materiale da costruzione e biomassa a scopo energetico) pari a soli 7,7 milioni di metri cubi.

Ma siamo sicuri che questa sia davvero una buona notizia? Un valore così basso di prelievo legnoso fa capire come in realtà il bosco italiano non sia gestito né utilizzato e versi quindi in stato di abbandono.
In termini di mancata occupazione/impresa, si pensi per esempio al mercato delle biomasse: un settore in crescita (la produzione di legna da ardere riguarda oltre il 70% del prelievo), ma l’Italia importa oltre i 2/3 del proprio fabbisogno.

 

LA VIDEO-SPIEGAZIONE

Ecco un video che spiega la gestione forestale sostenibile: cos’è, la differenza tra foreste gestite e non gestite, e come rappresenti la scelta migliore anche nell’ottica del contenimento della concentrazione di CO2 in atmosfera e quindi della lotta al cambiamento climatico.