QUiz legna da ardere

Legna di qualità: sicuro che sai riconoscerla?


Sai riconoscere la legna di qualità? La usi correttamente (riducendo costi in bolletta ed emissioni)? Partecipa a questo quiz vero/falso per metterti alla prova e scoprire tutto quello che devi sapere.


 

Legna da ardere di qualità: ecco alcune informazioni, semplici e veloci, che ne facilitano l’individuazione e la scelta. Obiettivo: riscaldare casa in modo economico e nel rispetto dell’ambiente. Vediamo quante ne conoscevi!

 

  1. La legna da ardere si brucia nelle vecchie stufe delle case di montagna. Vero o falso?

FALSO!

Se la legna da ardere è il combustibile più tradizionale questo non significa che la tecnologia di combustione non abbia fatto passi da gigante in questi ultimi anni. Infatti la legna da ardere può essere usata per alimentare stufe ad aria, ma anche stufe ad acqua nonché caldaie, per riscaldare un intero edificio. Inoltre sul mercato sono disponibili modelli di stufe a legna che, grazie alla moderna tecnologia di combustione di cui dispongono, si fregiano delle 5 stelle secondo la certificazione ariaPulita® con i più alti livelli di rendimento e con emissioni fino all’80% inferiori rispetto alle stufe a 1 stella.

 

  1. La legna da ardere si acquista sempre a peso. Vero o falso?

FALSO!

Quando si acquista la legna a peso è il venditore deve necessariamente attestare il peso della legna consegnata esibendo lo scontrino della pesata e, soprattutto, comunicare il contenuto idrico della legna che vende. Se questo ultimo punto non è possibile allora la legna va acquistata a volume, sia sfusa sia accatastata, poiché il processo di stagionatura ed essiccazione con cui si riduce il contenuto idrico della legna provoca una significativa diminuzione in termini di peso. Al momento dell’acquisto il venditore dovrebbe indicare queste semplici ma fondamentali informazioni:

  • l’origine e la specie legnosa
  • se il prezzo di vendita è da considerarsi a volume o a peso
  • il contenuto idrico
  • le dimensioni dei ciocchi

 

  1. Bastano pochi secondi per misurare l’umidità contenuta all’interno di un ciocco di legna. Vero o falso?

✔️ VERO!

Esiste un metodo molto rapido e preciso per conoscere il contenuto idrico della legna da ardere. Basta usare uno strumento chiamato igrometro, che misura il contenuto idrico di un ciocco di legna sulla base della sua resistenza elettrica, cioè la sua attitudine a essere percorso da corrente elettrica. L’igrometro dà un risultato sufficientemente preciso e attendibile se viene utilizzato mettendo in pratica il cosiddetto “Metodo dei tre punti”. È possibile acquistare un igrometro elettrico nei negozi specializzati come ferramenta, gdo del fai-da-te oppure online. Il prezzo per un modello semplice ma adatto all’utilizzo sulla legna da ardere va dai 17 ai 25 euro.

Metodo dei tre punti

 

  1. La legna da ardere va utilizzata quando è secca ed è stata lasciata a stagionare. Vero o falso?

✔️ VERO!

La legna appena tagliata contiene circa il 50% di acqua e non può essere usata in stufa o in caldaia. La legna è di qualità quando è stata stagionata o essiccata per raggiungere un contenuto idrico del 20%. Un elevato contenuto idrico significa basso potere calorifico e quindi bassa resa in fase di combustione e più alto livello di emissioni di polveri dal camino (vedi figura qui sotto). Per stagionare la legna è necessario costruire una catasta in posizione aerata, esposta alla luce ma riparata da pioggia o neve e. Scopri l’identikit della catasta perfetta.

Emissioni legna da ardere

 

  1. Il fuoco nella stufa a legna si accende dal basso verso l’alto. Vero o falso?

FALSO!

Usare legna di qualità non basta: è fondamentale accenderla correttamente. Contrariamente a quanto è comunemente risaputo, la stufa si accende dall’alto, formando prima una catasta di ciocchi più grossi e poi posizionandovi sopra dei pezzi di legna più piccoli insieme a un cosiddetto “accendifuoco”. In questo modo, se la legna è ben secca, il fumo dal camino diventa invisibile al più tardi dopo 15 minuti dall’accensione. Lo spiega chiaramente Luca Mercalli in questo breve video:

 

  1. La stufa a legna una volta caricata si governa da sola fino alla carica successiva. Vero o falso?

FALSO!

Dalla corretta conduzione della stufa a legna ne deriva anche il suo funzionamento più efficiente e pulito. In questa serie di video-pillole sono raccontati i 5 errori più comuni della conduzione della stufa a legna che, se evitati, consentono una combustione “pulita”. Si riduce infatti gran parte delle emissioni di polveri prodotte da una gestione poco accorta.

 

  1. È bene stoccare la quantità giornaliera di legna in ambiente fresco. Vero o falso?

FALSO!

È bene tenere la legna giornaliera in un ambiente riscaldato in modo tale che evapori l’umidità superficiale penetrata nel legno durante lo stoccaggio. Un piccolo segreto per far funzionare meglio la propria stufa o caldaia!

Legna ambiente secco

 

  1. I vari tipi di legna sono tutti uguali. Vero o falso?

FALSO!

La legna da ardere non è tutta uguale, ma si differenzia in diverse classi di qualità, che hanno una resa diversa quando utilizzate in una stufa o caldaia. Per essere sicuri della qualità della legna da ardere esiste la certificazione Biomassplus® che dà la garanzia di:

  • Legalità e tracciabilità: il legno di partenza ha origine legale ed è possibile rintracciarne tutte le fasi del processo produttivo;
  • Sostenibilità ambientale: il ciclo produttivo del biocombustibile immesso sul mercato genera un risparmio di emissioni di CO2 equivalente pari almeno al 70% rispetto al gas naturale, a parità di energia producibile;
  • Qualità: la qualità del prodotto e del processo produttivo è controllata periodicamente dall’organismo di certificazione.

In questo video Mercalli racconta perché usare legna certificata Biomassplus® è importante. Se anche tu vuoi legna Biomassplus®® per il tuo generatore qui trovi tutti i rivenditori certificati.

 

  1. Per riscaldare 100 m2 di casa con la legna bastano circa 560 € a stagione termica. Vero o falso?

✔️ VERO!

Legna: qualità per il bene dell’ambiente e risparmio per quello del portafoglio. Per riscaldare un’abitazione di 100 m² per tutto l’inverno servono circa 12 MWh di energia. Dai dati di rilevazione dei prezzi dei biocombustili legnosi (e quindi rinnovabili) e fossili fatti da AIEL ogni 3 mesi, emerge come il costo dell’energia primaria della legna da ardere con un contenuto idrico tra il 20 e il 25% è pari a 47 €/MWh. Moltiplicato per i 12 MWh necessari, si ottiene il valore di 564 €. Un valore molto basso se confrontato con i costi che si dovrebbero sostenere con il metano, il gasolio o il gpl.