Luca Mercalli, corretta installazione e manutenzione della stufa: perché e come


Corretta installazione, manutenzione e pulizia della stufa a pellet o legna. Ecco i video-consigli di Luca Mercalli e qualche ulteriore suggerimento per riscaldarsi a basse emissioni, risparmiando e in totale sicurezza.


Acquistare un apparecchio di riscaldamento di qualità è il primo passo: la certificazione Aria Pulita offre per esempio la garanzia di riscaldarsi con basse emissioni e alto rendimento termico. Ma altrettanto fondamentali sono anche una corretta installazione e manutenzione della stufa a pellet e legna, per molteplici ragioni:

 si riducono le emissioni di polveri sottili, il che fa bene all’aria e quindi a noi (nel video percorso #perunariapulita con Luca Mercalli, abbiamo già parlato di come accendere il fuoco dall’alto, per una riduzione di emissioni fino all’80%; e altri accorgimenti per un calore pulito, come scegliere legna e pellet di qualità);

 si preservano le prestazioni della stufa nel tempo, il che significa risparmiare (minore usura significa minori interventi nel tempo e maggiore durata del prodotto);

☛ maggiori condizioni di sicurezza nel tempo: per citare Mercalli «una canna fumaria vecchia e sporca può costarvi la casa e, nei casi peggiori, la vita!». Ogni anno in Italia si registrano 10.000 incendi provocati da installazioni non idonee dell’impianto fumario e dalla mancata manutenzione;

☛ sono previste dalla Legge.

La regola d’oro per la corretta installazione, pulizia e manutenzione della stufa a pellet o legna è: evitare il fai da te, sempre e assolutamente, e rivolgersi a tecnici abilitati. Il fai fa te è pericoloso e non a norma di legge.

Ma vediamo i 3 step da seguire:

1. IL PRIMA

1.1 IL SOPRALLUOGO

Prima di acquistare la stufa è necessario far effettuare, da parte di un installatore abilitato, un sopralluogo per verificare dell’idoneità del locale di installazione. Va inoltre accertata anche la presenza della canna fumaria, in caso negativo questa deve essere progettata e installata. La canna fumaria è infatti obbligatoria: parte determinante per il corretto funzionamento dell’impianto e per la sicurezza dell’utilizzatore. Indispensabile per il corretto funzionamento del generatore in quanto:

☛assicura un migliore funzionamento
☛ “tira”, cioè smaltisce i fumi della combustione senza l’ausilio di componenti elettriche e meccaniche. I fumi devono essere scaricati sopra il tetto in modo che si disperdano in atmosfera nel migliore dei modi.

Ecco i fattori da valutare:

☛ è possibile aprire una presa d’aria?
☛ ci sono materiali combustibili nelle vicinanze della stufa? (la risposta giusta è “no”).
☛ c’è una presa elettrica? (la risposta giusta è “sì”).
☛ è possibile posizionare la stufa correttamente?

Ma come individuare la corretta potenza della stufa per le proprie esigenze?

manutenzione stufa a pellet - tabella potenza

Ad esempio: con isolamento medio e soffitti non più alti di 3 m, basta una stufa di 9 kW per riscaldare un ambiente di 90 m².

☛ rivolgersi a un progettista o rivenditore di fiducia per calcolare quanto calore serve;
valutare fattori come l’isolamento termico della casa e il tipo di infissi.

1.2 L’ACQUISTO

Effettuato il sopralluogo, arriva il momento della scelta della stufa. È importante acquistare un apparecchio a basse emissioni e alto rendimento. Così da riscaldarsi salvaguardando l’ambiente, oltre che risparmiare grazie a una maggiore efficienza termica.

Ma come riconoscere una stufa a basse emissioni e alto rendimento? Per facilitare una scelta corretta e consapevole esiste Aria Pulita: la certificazione di qualità per il riscaldamento a legna e pellet. Da 2 a 4 stelle per classificare i prodotti di riscaldamento a legna e pellet sul mercato.

Quando comprate una stufa, accertatevi che:

☛ abbia la marcatura CE
☛ vi venga fornita la Dichiarazione di Prestazione (DoP)
☛ nel caso di una stufa a legna: certificazione UNI EN 13240; rendimento >75%; basse emissioni → CO <1.000 mg/m3; Polveri < 80 mg/m3
☛ nel caso di una stufa a pellet: certificazione UNI EN 14785; rendimento >85%; basse emissioni →CO <250 mg/m3; Polveri < 40 mg/m3

2. IL DURANTE: 

L’INSTALLAZIONE

Dopo il sopralluogo e l’acquisto della stufa, quest’ultima deve essere installata da un tecnico abilitato. È importante, conclusa la procedura di installazione, farsi rilasciare dal tecnico la seguente documentazione:
☛ Dichiarazione di conformità
☛ Libretto di impianto
☛ Libretto di uso e manutenzione del generatore

Attenzione: anche la canna fumaria è soggetta al rilascio della Dichiarazione di conformità: in quanto parte integrante dell’impianto, deve infatti avere specifiche caratteristiche costruttive tecniche.
Attenzione: l’installazione può essere intervento costoso, ma è possibile usufruire delle Detrazioni fiscali del 50% in 10 anni (non cumulabile con il Conto Termico).

3. IL DOPO: 

LA MANUTENZIONE

La manutenzione, sia della stufa sia della canna fumaria, è periodica e la periodicità corretta può variare da 1 a 2 anni: sarà l’installatore stesso a indicarla in base al tipo di impianto. Per godere appieno del buon funzionamento della propria stufa, in totale sicurezza, il consiglio è comunque di farla eseguire 1 volta all’anno.
Quando? Tra una stagione termica e l’altra.

L’intervento di manutenzione consiste nel controllo che tutte le parti dell’impianto funzionino correttamente in accordo a quanto previsto dal costruttore.

Ecco due ulteriore consigli:
☛ ogni giorno, pulire il braciere dalla cenere e svuotare il contenitore della cenere. Con un bidone aspira-cenere bastano 5 minuti;
☛ utilizzare solo pellet/legna di qualità certificata, per garantire una lunga vita all’apparecchio.

A CHI RIVOLGERSI?

… Ma chi è l’installatore abilitato? Un tecnico che ha ricevuto l’apposita abilitazione dalla Camera di Commercio ai sensi del decreto ministeriale 37/2008 all’installazione e manutenzione di impianti termici e, contemporaneamente, qualificato ad hoc per gli impianti a fonti rinnovabili.

Ecco un elenco di Progettisti, Installatori e Manutentori abilitati e qualificati per impianti a legna e pellet secondo l’apposito standard formativo AIELplus.