Pellet, legna, cippato e detrazioni fiscali: l’Ecobonus.


Riscaldarsi a pellet, legna e cippato a basse emissioni: quali sono gli incentivi? Vediamo come funziona l’Ecobonus, la detrazione fiscale al 50% per interventi che aumentano il livello di efficienza energetica di edifici esistenti e nuove installazioni.


L’incentivo economico forse più noto per chi sceglie il riscaldamento a legna, cippato o pellet è il Conto Termico. Esistono tuttavia anche le Detrazioni Fiscali, disponibili in due forme:

Ecobonus: Detrazione al 50%: per la riqualificazione energetica;
Bonus Fiscale: Detrazione al 50%: per la ristrutturazione edilizia.

Entrambe previste e modificate ogni anno attraverso la legge di Stabilità dello Stato: vediamo l’Ecobonus aggiornato alla Legge di Bilancio 2019.

 

1. COSA È FINANZIATO
Sono detraibili spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, con un rendimento non inferiore all’85%. Nello specifico, sono ammessi:
sostituzioni (integrali o parziali) di impianti pre-esistenti/vecchi generatori termici
nuove installazioni in edifici esistenti, ovvero accatastati.

Come scegliere i generatori da installare? Ecco un elenco di
caldaie, stufe e inserti camino di nuova generazione, a basse emissioni e certificati ariaPulita, il marchio di qualità in linea con la normativa il vigore sul riscaldamento a legna e pellet;
stufe e inserti camino, di Aziende associate AIEL, idonei a ricevere la detrazione (nonché il Conto Termico)
caldaie, di Aziende associate AIEL, idonee a ricevere la detrazione (nonché il Conto Termico).

1.1 ‘Posa’: Quali Spese Sono Accettate?
Rientrano tra le spese ammesse alla detrazione:
• quelle per smontare e dismettere l’impianto di climatizzazione invernale esistente
• la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche
• le opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione degli impianti preesistenti
• quelle relative alle prestazioni professionali che si rendessero necessarie
• eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione, sui sistemi di emissione.

 

2. QUANTO, COME (E PER QUANDO)
I numeri dell’Ecobonus da tenere a mente, e che ne sintetizzano gli spetti principali, sono:
• 50% – L’aliquota di detrazione è pari al 50% della spesa sostenuta (calcolata sull’imponibile lordo IRPEF);
• € 30.000 – L’incentivo copre fino a un massimo di 30 mila euro;
31 dicembre 2019 – Sono detraibili le spese di lavori effettuati fino al 31 dicembre di quest’anno;
10 rate – Le rate annuali con cui si percepisce il rimborso;
90 giorni – La documentazione richiesta (vd. paragrafo 4) deve essere trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori. NB. Qualora la documentazione non fosse disponibile (perché l’intervento è ancora in fase di realizzazione) è comunque possibile fruire della detrazione per le spese sostenute in ciascun periodo d’imposta.

 

3. CHI È FINANZIATO
Privati (persone fisiche; soggetti IRPEF), imprese e pubblica amministrazione (soggetti IRES).

 

4. CERTIFICAZIONE E DOCUMENTAZIONE NECESSARIA
Per accedere all’Ecobonus è necessario fornire (entro 90 giorni dalla fine dei lavori*):
• il Certificato di Asseverazione redatto da un tecnico abilitato. Deve attestare la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti e può essere compresa in quella
di conformità al progetto delle opere realizzate che il direttore dei lavori presenta al Comune (ai sensi dell’art. 8, comma 2, del Dlgs 192/2005, e ss.mm.ii.).

•  la Scheda Informativa relativa agli interventi realizzati. Deve contenere i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese, della struttura oggetto dell’intervento, i parametri per l’identificazione della tipologia di intervento eseguito, il risparmio annuo di energia primaria previsto, gli oneri economici sostenuti per l’intervento e per le spese professionali.

• Le Fatture delle spese sostenute;
• la Ricevuta del bonifico (bancario oppure postale). Attenzione: nella causale deve esser indcato quanto segue: riferimento alla legge finanziaria 2007, numero e data della fattura, dati del soggetto richiedente la detrazione e del soggetto a cui è intestato il bonifico.

Qui un elenco di tecnici abilitati AIEL.
[*NB: Per data di fine lavori si intende il giorno del “collaudo” (e non di pagamento) o di attestazione della funzionalità dell’impianto].

5. INVIO DELLA DOCUMENTAZIONE: A CHI E COME
Per accedere all’Ecobonus, l’ente a cui rivolgersi è l’Enea.
La trasmissione deve avvenire in via telematica, accedendo tramite la sezione dedicata nel sito www.acs.enea.it.

Ricevuta la documentazione, l’Enea invierà una e-mail di conferma: tale comunicazione va accuratamente conservata poiché vale come Ricevuta, costituendo quindi garanzia della corretta trasmissione della documentazione.

 

6. ECOBONUS vs CONTO TERMICO
Questi due incentivi non sono cumulabili: è dunque importante capire quale delle due strade conviene intraprendere, rivolgendosi a uno Sportello Energia o a un tecnico esperto. In sintesi, per farsi una prima idea:

• Vantaggi del Conto Termico: il rimborso è immediato (60 giorni). Non ha scadenze, è sempre possibile.
• Vantaggi dell’Ecobonus: nel caso di ristrutturazioni dell’appartamento o dell’abitazione intera o se si pagano sufficienti tasse annuali da poter detrarre.

L’Ecobonus, infine, non è cumulabile nemmeno con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (ad esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio). Se gli interventi realizzati rientrano sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, si potrà fruire, per le medesime spese, di un solo beneficio fiscale. È prevista invece la cumulabilità con altri incentivi regionali, provinciali o locali (non statali).