Riscaldamento a legna e pellet

Rottamare ed educare per ridurre del 70% le emissioni del riscaldamento a legna e pellet


Sono le proposte di AIEL per il miglioramento tangibile della qualità dell’aria contenute nel “Libro Bianco sul futuro del riscaldamento a legna e pellet”.  In poche parole, come si può fare? Sostituendo gli apparecchi obsoleti con stufe e caldaie moderne ed efficienti e informando gli utenti finali su come scaldarsi correttamente.


 

IL PROBLEMA

In diverse Regioni del nostro Paese, e in particolare in quelle del bacino padano, il problema delle emissioni di polveri sottili (PM10) è purtroppo una costante durante i mesi invernali, soprattutto in caso di mancanza di pioggia e con scarsa ventilazione. La maggior parte delle emissioni di PM10 viene da impianti di riscaldamento a legna e pellet (vecchie stufe e caminetti aperti in primis) datati e con tecnologie di combustione superate. L’età avanzata del parco installato in Italia non aiuta a mitigare il problema: il 70% dei generatori installati ha più di 10 anni di vita e causa l’86% del PM10 derivante dalla combustione domestica di biomassa.

riscaldamento a legna e pellet il problema delle emissioni

 

QUANTO INCIDONO SULLA QUALITÀ DELL’ARIA STUFE VECCHIE E CAMINI APERTI?

Secondo la rivista Altroconsumo i vecchi impianti di riscaldamento a legna e pellet hanno livelli di emissioni di PM10 da 4 a 8 volte superiori rispetto alle stufe moderne. Una stufa a legna installata da più di 10 anni può arrivare ad un fattore di emissione di 480 mg/Nm3 mentre una moderna stufa o un moderno inserto emettono dai 20 ai 30 mg/Nm3. La tipologia di apparecchio più dannosa per la qualità dell’aria sono i camini aperti: con un fattore di emissione pari a oltre 860 mg/Nm3 rappresentano un problema oggettivo, che è tuttavia facilmente risolvibile, ad esempio grazie alla possibilità di “chiudere” il camino aperto con un inserto apposito usufruendo dell’incentivo Conto Termico.

 

LA SOLUZIONE

Sono due le soluzioni per ridurre drasticamente le emissioni del riscaldamento a legna e pellet:

  • rottamare 350.000 apparecchi all’anno (3,5 milioni in 10 anni) sostituendoli con moderni apparecchi a biomasse caratterizzati da emissioni di PM10 da 4 a 8 volte inferiori rispetto alle tecnologie più datate (turn over tecnologico)
  • informare l’utente finale su come utilizzare correttamente gli apparecchi, specialmente a legna. L’uso scorretto dell’apparecchio può causare incrementi importanti delle emissioni anche di 10 volte rispetto a un utilizzo ottimale.

Insieme queste due azioni consentirebbero di ridurre in 10 anni le emissioni di particolato del 70%: il 35% grazie alla sostituzione di 3,5 milioni di apparecchi (almeno la metà degli apparecchi che allo stato attuale hanno oltre 10 anni) e il 35% grazie alla scolarizzazione dell’utente.

Tutto questo continuando a riscaldare le famiglie italiane con una fonte rinnovabile, sostenibile e carbon neutral.

riscaldamento a legna e pellet la soluzione al problema delle emissioni

 

GLI STRUMENTI PER AGIRE SONO GIÀ DISPONIBILI

1) CONTO TERMICO, IL MOTORE DEL TURN-OVER TECNOLOGICO

È importante sottolineare che esistono già gli strumenti giusti per raggiungere il target di -70% di emissioni: a cominciare dal Conto Termico, l’incentivo che supporta la rottamazione dei vecchi generatori e la loro sostituzione con apparecchi moderni, ad alti rendimenti e basse emissioni.

Riscaldamento a legna e pellet il Conto Termico per ridurre le emissioni

Il Conto Termico dovrà essere confermato e garantito per i prossimi 10 anni anche per il settore residenziale privato e ulteriormente semplificato nelle pratiche di richiesta. Questo sistema incentivante ha già cominciato a dare i suoi primi risultati positivi per la qualità dell’aria. Infatti, secondo le stime di AIEL…

riscaldamento a legna e pellet primi risultati di riduzione delle emissioni col Conto Termico

 

 

Vuoi conoscere tutto sul Conto Termico? Leggi il post dedicato:

Identikit del Conto Termico, come funziona l’incentivo del turn over tecnologico

 

2) GARANZIE DI QUALITÀ LUNGO TUTTA LA FILIERA

Qualità degli apparecchi

Garantire la qualità lungo tutta la filiera legno-energia è fondamentale per garantire un riscaldamento a legna e pellet rispettoso dell’ambiente e della qualità dell’aria. Il primo elemento è la qualità degli apparecchi, certificata grazie ad ariaPulita®, la certificazione dei sistemi di riscaldamento a legna e pellet ad alta efficienza e basse emissioni è la garanzia per il consumatore che il proprio generatore sia efficiente e lavori nel rispetto della buona qualità dell’aria.

Riscaldamento a legna e pellet la certificazione ariapulita per ridurre le emissioniQualità dei biocombustibili

Altrettanto importanti sono le certificazioni di qualità dei biocombustibili legnosi, ENplus® e Biomassplus®. Queste garantiscono pellet e legna da ardere della miglior qualità in modo da garantire maggiore efficienza di stufe e caldaie, minore necessità di manutenzione, vantaggi economici e rispetto dell’ambiente.

Riscaldamento a legna e pellet certificazioni dei biocombustibili per ridurre le emissioni

Qualificazione dei professionisti

Altro elemento fondamentale è la qualificazione professionale degli installatori-manutentori di impianti a biomasse. Solo attraverso la corretta installazione e manutenzione degli impianti termici a biomasse possono infatti essere garantiti i livelli prestazionali e la sicurezza degli impianti. Per gli installatori-manutentori che desiderano distinguersi sul mercato per competenza e professionalità AIEL ha elaborato lo standard formativo AIELplus per offrire loro la miglior preparazione possibile ed essere sempre aggiornati sulle novità tecnologiche e normative del settore.

Riscaldamento a legna e pellet corretta installazione e manutenzione per ridurre le emissioni

3) EDUCAZIONE DEGLI UTENTI FINALI

Conoscere le modalità di corretto utilizzo dei generatori, le norme di installazione, i controlli previsti e le misure per ridurre l’impatto della combustione di legna e pellet sulla qualità dell’aria è un passo necessario per riuscire ad abbattere le emissioni del settore. Bastano poche semplici regole per ridurre significativamente l’impatto della combustione di legna e pellet sulla qualità dell’aria. La diffusione di queste conoscenze permetterà al consumatore finale non solo di inquinare meno utilizzando correttamente gli apparecchi, abbandonando abitudini e comportamenti errati e sostituendo i vecchi impianti che non possono più essere utilizzati, ma anche di ottenere un considerevole risparmio economico con un minore consumo di combustibili, meno necessità di interventi di manutenzione straordinaria e maggiore efficienza termica nel riscaldamento.

Riscaldamento a legna e pellet educazione dell'utente finale per ridurre le emissioni

Come riconoscere gli errori

Le principali situazioni di utilizzo scorretto delle stufe sono riconducibili a un tiraggio eccessivo o insufficiente del camino, a inadeguate condizioni tecniche dell’apparecchio (come un banale sportello non a tenuta) e a un sovradimensionamento degli apparecchi rispetto alle necessità di riscaldamento, che di conseguenza funzionano permanentemente a potenza ridotta.

A questi si aggiungono frequentemente banali errori di conduzione come l’impiego di biocombustibili di scarsa qualità (legna troppo umida, ciocchi troppo lunghi, uso rifiuti legnosi), scorrette modalità di accensione della stufa e di ricarica della legna, errato utilizzo dei registri di immissione dell’aria comburente.

 

È TEMPO DI AGIRE

Per continuare a utilizzare il riscaldamento a legna e pellet nel rispetto dell’ambiente, quindi, un modo c’è. È tempo di passare all’azione. In questo breve video ti spieghiamo come ogni singola azione può contribuire alla riduzione delle emissioni di polveri dal camino del tuo generatore.